Post da da due soldi (di speranza)
agosto 11, 2008

due soldi di speranza, http://flickr.com/photos/italiangerry/
Rai tre d’estate, ancor più che nel resto dell’anno. Svegliarsi al lunedì mattina ad agosto, in città, ma non proprio in città, con l’aria dalla finestra che minaccia sussurrando afa. Afa ha il volto di Mae West ed è altrettanto spietata e sensuale. Quindi lunedì mattina , col caffè mi si para davanti Carmela che urla di essere come la gramigna e come tale di meritare l’estirpazione, su raitre, appunto, mendicando Due soldi di speranza. Non ho mai visto prima questo film, mai neppure sentito nominare Maria Fiore che qui è l’isterica Carmela che a più riprese attenta alla vita lavorativa del baffuto Antonio per poi sposarlo sul finire della pellicola. Scopro dopo che questo film ha vinto a Cannes nel ’52 insieme a Otello di Orson Welles. Sono una pessima critica cinematografica e non intendo diventarne una nei prossimi tempi, quindi vi risparmio qualsiasi giudizio sul film. Mi ha colpito lei in realtà, tanto. Circa 16enne, arruffata, elettrica, fiera. Girando col telecomando capito su Sabrina vita da strega. Comprendo che essere una adolescente del sud italico post bellico è sicuramente più affascinante che essere teenager sotto il governo Clinton in America, ma a volte mi si para davanti lampante lo scarto temporale geografico intercorso tra chi era seduto con me a fare colazione e me, appunto. Quanta inutilia nel gatto Salem, rispetto a Antonio che si vende il sangue?
-Non mi piace il vino rosso.- E bevi che fa sangue!-
A me Salem non dispiace, è così clamorosamente finto. Sabrina, sì è noiosa, ma si evita no?
beh sì, su la7 ci sono le vite degli altri, oggi il connubio santanchè-condoleeza è top
Scherzi???
Registra, se non lo vedo non ci credo.
D